Napoli Mergellina cambia volto

La storica stazione si rinnova tra accessibilità universale, nuovi percorsi e riqualificazione degli spazi

interni mergellina

La stazione di Napoli Mergellina si prepara a una trasformazione profonda

A cura di Michele Ferraro direttore tecnico IMAF Srl

Luogo Napoli (NA) | Anno di realizzazione 2025 | Committente RFI Spa | Impresa esecutrice Imaf Srl

in cui conservazione architettonica e innovazione infrastrutturale convergono per rispondere a una delle principali sfide del trasporto contemporaneo: garantire un’accessibilità realmente universale. L’intervento, sviluppato a livello di progettazione esecutiva, mira all’adeguamento dell’impianto alle Specifiche Tecniche di Interoperabilità per le Persone a Mobilità Ridotta (STI PMR 2014), attraverso la costruzione di un sistema

continuo e riconoscibile di fruizione degli spazi.Il fulcro del progetto è rappresentato dalla definizione di un Percorso Privo di Ostacoli (PPO), concepito come una dorsale accessibile capace di connettere in modo coerente tutti i nodi funzionali della stazione, dall’ingresso fino al treno.

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Una struttura storica, nuove esigenze

L’impianto entra in esercizio nel 1925 con il nome di “Chiaia”, assumendo la denominazione attuale nel 1927, in concomitanza con l’inaugurazione del fabbricato viaggiatori progettato da Gaetano Costa. Concepite inizialmente come stazione di 26 testa della Direttissima Roma–Napoli via Formia, le architetture di Mergellina riflettono il linguaggio eclettico dell’epoca, in cui elementi liberty e suggestioni déco si combinano con soluzioni costruttive innovative, come la grande volta in vetrocemento che illumina gli ambienti
interni. Collocata lungo il Corso Vittorio Emanuele, in prossimità del quartiere Chiaia e a breve distanza dal porto turistico, la stazione ha rappresentato fin dall’origine un nodo
strategico nel sistema di mobilità urbana e metropolitana. Nel corso del tempo, tuttavia, le
trasformazioni funzionali e la progressiva riduzione dei binari hanno modificato l’assetto originario, lasciando emergere criticità legate soprattutto all’accessibilità e alla qualità degli spazi. L’impianto ferroviario si configura secondo uno schema planimetrico longitudinale e simmetrico, articolato su più livelli che comprendono il piano strada, il piano ammezzato, il piano ferro e i livelli superiori. In questo assetto, i collegamenti verticali sono attualmente affidati a cinque corpi scala, in assenza di un sistema diffuso di ascensori, condizione che incide in modo significativo sull’accessibilità complessiva.
Dal punto di vista geometrico e funzionale, emergono diverse criticità. Le principali criticità riguardano innanzitutto la discontinuità del percorso accessibile, determinata dalla presenza esclusiva di collegamenti verticali mediante scale in più punti dell’impianto. A questa condizione si associano anche non conformità dimensionali rispetto ai requisiti normativi, con larghezze inferiori ai minimi prescritti, e corrimani non adeguati sia per quota — pari a 1,10 m — sia per configurazione, limitata a un solo elemento.
I sottopassi sono caratterizzati da geometrie variabili e non uniformi, con conseguente disomogeneità delle condizioni di fruizione. Gli ascensori, sebbene presenti, non risultano pienamente funzionali, compromettendo la continuità del sistema di accessibilità. Ulteriori criticità riguardano livelli illuminotecnici non adeguati, in particolare nelle aree ipogee, e sistemi informativi non conformi agli standard RFI, con ricadute sulla leggibilità e sull’orientamento all’interno dell’impianto. L’intervento attualmente in corso si sviluppa per fasi successive. In una prima fase si stanno affrontando le problematiche legate ai collegamenti interni e alla sicurezza; successivamente si procederà con la riqualificazione delle aree esterne e la realizzazione del parco ferroviario. La fase conclusiva sarà dedicata al
restyling degli accessi e al completamento del sistema distributivo nel suo complesso.

scale interne

Il principio guida: continuità e inclusività

Il progetto assume come principio ordinatore la continuità del movimento e l’inclusività dell’esperienza di attraversamento. Il Percorso Privo di Ostacoli non è inteso come un semplice adeguamento normativo, ma come un vero e proprio sistema spaziale integrato, in grado di garantire autonomia, sicurezza e orientamento a tutte le categorie di utenti, incluse le persone a ridotta mobilità.
L’intero impianto viene quindi ripensato come una sequenza coerente di ambienti connessi tra loro: dagli accessi esterni all’atrio, dai sottopassi alle banchine, ogni segmento del percorso è progettato per assicurare continuità altimetrica, riconoscibilità sensoriale e chiarezza distributiva. Rampe e nuovi impianti elevatori eliminano le discontinuità, mentre percorsi tattili, contrasti cromatici e un sistema coordinato di segnaletica migliorano l’orientamento.

Un nuovo sistema di percorrenza

Il cuore dell’intervento è rappresentato dalla riorganizzazione del sistema distributivo interno. I sottopassi esistenti vengono messi in relazione attraverso la realizzazione di un nuovo collegamento trasversale che unisce i principali accessi – il fabbricato viaggiatori e l’ingresso su via Salita della Grotta – configurando un impianto “a pettine” più efficiente e leggibile. Questa nuova dorsale, dimensionata per sostenere flussi elevati, consente di redistribuire i movimenti dei passeggeri riducendo le interferenze e migliorando la
capacità complessiva della stazione. Da essa si diramano i percorsi verso le banchine, ora
pienamente accessibili grazie all’inserimento di nuovi ascensori conformi alle normative europee e all’integrazione di sistemi di risalita meccanizzati. Parallelamente, i sottopassi, che presentano le maggiori criticità, saranno oggetto di un intervento organico con il rinnovo delle pavimentazioni in gres porcellanato, dei rivestimenti verticali in pannelli
compositi di alluminio e dei controsoffitti in cartongesso e sistemi metallici integrati, nei quali saranno inseriti elementi illuminotecnici lineari. Nei sottopassi di maggiore valore storico, invece, si adotterà un approccio più conservativo, limitato alla sostituzione dei corrimani con elementi doppi e all’adeguamento delle pavimentazioni, in modo da
migliorare le condizioni d’uso senza alterare i caratteri originari. Il progetto prevede, infine, la riorganizzazione complessiva del sistema dei collegamenti verticali, attraverso l’inserimento di ascensori conformi alle STI PMR, la realizzazione di rampe di accesso in
sostituzione di alcune scale e l’integrazione di scale mobili nei principali nodi distributivi. Questo insieme di interventi consente di garantire la continuità del sistema di accessibilità e un più efficiente smaltimento dei flussi.