Edilizia e appalti, via libera al riordino della normativa

È stato approvato ieri in Consiglio dei Ministri il ddl delega in materia di infrastrutture, trasporti e territorio. Dopo il rinvio della scorsa settimana, l’Esecutivo ha trovato l’accordo sulle misure per il riordino della disciplina edilizia e urbanistica, ma anche per la riduzione dei contenziosi negli appalti grazie all’introduzione della consultazione pubblica, che permette un maggiore coinvolgimento della popolazione interessata dalla realizzazione delle infrastrutture strategiche fin dalla fase iniziale.Edilizia e governo del territorio
Semplificazione e sostenibilità sono le parole d’ordine del nuovo corso ipotizzato per la normativa in ambito edile e di governo del territorio, che sarà strutturata secondo una serie di linee guida.

Secondo quanto previsto dal testo, le trasformazioni del territorio diventeranno più sostenibili, anche dal punto di vista energetico. Per questo si punterà all’individuazione di incentivi per favorire la riqualificazione edilizia, il risparmio energetico, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’utilizzo di tecniche costruttive della bioedilizia e la qualità architettonica degli edifici.

Nell’esercizio della sua delega, il Governo individuerà inoltre gli interventi di trasformazione urbanistico edilizia e di conservazione attuabili dal proprietario in virtù del suo diritto sul fondo o sull’immobile, senza il ricorso a provvedimenti di autorizzazione.

Tra gli obiettivi cardine del ddl delega c’è anche la rimozione delle incertezze sui titoli abilitativi, con una serie di chiarimenti su Dia e Scia, e la riduzione dei pareri e degli atti di assenso da acquisire prima di intraprendere un intervento.

Grande attenzione è riservata anche all’aspetto dei controlli e delle sanzioni. Il ddl prevede infatti la diversificazione dei procedimenti e della disciplina sanzionatoria in base alla natura degli interventi edilizi e al carico urbanistico che producono.

Limiti al consumo di suolo
Il ddl delega mira a favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente e a scoraggiare le nuove edificazioni che consumano suolo libero. Per questo propone di differenziare il contributo di costruzione, previsto dall’articolo 16 del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’Edilizia in base al tipo di intervento da realizzare. I Comuni potrebbero quindi determinare costi di costruzione minori per le ristrutturazioni e maggiori per le nuove edificazioni, graduando l’incidenza degli oneri sulla base dell’ampiezza del territorio, dell’andamento demografico, delle caratteristiche geografiche e delle destinazioni di zona previste dagli strumenti urbanistici.

Infrastrutture strategiche e debàt public
Il ddl delega introduce la consultazione pubblica sul modello del “debat public” alla francese. Si tratta di uno strumento che mira a promuovere un più alto livello di consenso sociale, ma soprattutto a garantire la partecipazione delle popolazioni interessate alle scelte progettuali e insediative, in grado di ridurre drasticamente i contenziosi che spesso ritardano la realizzazione delle infrastrutture strategiche (Leggi Tutto).

Per le opere soggette a procedura di valutazione di impatto ambientale, il testo introduce il termine di 30 giorni per la presentazione delle eventuali osservazioni al Ministero dell’Ambiente, in modo da concludere in tempi certi la conferenza di servizi necessaria per l’approvazione del progetto preliminare.

Appalti e raggruppamenti di imprese
In base a quanto stabilito dalla delega, le imprese che partecipano ad una gara formando un raggruppamento, possono eseguire i lavori anche secondo percentuali diverse da quelle inizialmente indicate a patto che vengano rispettati i requisiti di qualificazione.
La disposizione mira quindi a salvaguardare il diritto delle imprese di organizzare il lavoro nel modo ritenuto più idoneo per ottenere il massimo risultato economico.

Riduzione delle garanzie negli appalti
Per rendere più conveniente la partecipazione alle gare d’appalto, è prevista la diminuzione dal 25% al 20% della quota di garanzia non svincolabile durante l’esecuzione dei contratto.
Il ddl tenta anche di risolvere il problema della mancanza di liquidità nelle imprese stabilendo che il ritardo nella messa in esercizio delle opere per il mancato collaudo, protratto per più di un anno, implica lo svincolo automatico delle garanzie di buona esecuzione.

Project financing
In base al ddl, gli atti di gara dovrebbero garantire la bancabilità dei progetti da realizzare in partenariato pubblico privato. Le amministrazioni aggiudicatrici possono quindi effettuare una consultazione preliminare con la stessa procedura prevista per gli appalti di importo superiore a 20 milioni di euro. Possono ad esempio richiedere che l’offerta sia presentata insieme ad una manifestazione di interesse da parte di una banca a finanziare l’operazione.
La disposizione mira a risolvere la prassi attuale che vede il sistema bancario intervenire solo in un secondo momento, senza poter prevenire le eventuali problematiche connesse alla bancabilità del progetto.

Il testo prevede anche semplificazioni in caso di subentro di un nuovo concessionario. Nel caso in cui si verifichino i presupposti per la risoluzione del rapporto concessorio per motivi attribuibili al concessionario, gli enti finanziatori possono evitare la risoluzione designando un’altra società, che subentra al posto del soggetto precedente. Data la complessità degli accertamenti richiesti, per la designazione non può essere impiegato un periodo inferiore a 120 giorni.

Nel project financing entrano poi in scena il “Bando tipo” e la centrale di committenza. Quest’ultima consente di ricorrere alla concessione anche alle amministrazioni di piccole e medie dimensioni, che non possiedono al loro interno le competenze necessarie per attivare le procedure previste.

I prossimi step
La norma dovrà ora essere confermata dall’iter parlamentare. Dal momento che si tratta di una legge delega, le misure diventeranno operative dopo il varo di decreti legislativi ad hoc.
(fonte: www.edilportale.it)

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